La storia

Area Appiani, una delle più importanti iniziative immobiliari in ambito italiano, è il luogo della Treviso del futuro. Il progetto è stato fortemente voluto dal presidente di Fondazione Cassamarca Dino De Poli, che per il progetto ha chiamato l’architetto svizzero

Mario Botta e scelto tre delle migliori imprese del Nordest: Carron, Rizzani De Eccher, Biasuzzi. Fondazione Cassamarca ha acquistato l’area di 60.000 mq. con l’intenzione di realizzare un piano di grande valenza pubblica.

Con la costruzione della “cittadella delle istituzioni” e il trasferimento di importanti servizi, uffici e residenze, Fondazione Cassamarca favorisce la trasformazione dell’attuale periferia in un vero e proprio cuore moderno della città. I nuovi edifici destinati ad ospitare istituzioni pubbliche e private, abitazioni e spazi commerciali, sorgeranno sui terreni dell’ex fornace Appiani. Agli inizi del Novecento Graziano Appiani fu protagonista di uno straordinario sviluppo industriale ed urbanistico.
Le sue piastrelle furono scelte dai divi di Hollywood per le loro ville. Per i suoi operai costruì delle gradevoli case e il Teatro Eden.
Tempi che Gianluca Marino ricorda così:
“Tutti, chi a piedi, chi in calesse, chi con il tram a cavallo – e poi elettrico – accorrevano festanti alla luminaria delle divagazioni serali del quartiere ribattezzato Eden: giuochi di bocce, pattinaggio, feste da ballo, cinematografo e proiezioni di fotografie a colori, concerti con strumenti misteriosi, stand di tiro al piccione, parco pei giuochi pirici, serate mondane aperte a tutti con il concorso di ministri o notabili delle capitali del Regno.”
Poi nel dopoguerra la fabbrica fu inglobata dall’espansione urbana e cominciarono i problemi con i residenti che costrinsero l’impresa a trasferirsi altrove.

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